Anno 137 - Aprile 2025Scopri di più

Ita APR 2025_sant antonio
Aderisci all'Associazione

Come mirofore

Don Livio Tonello, direttore

donLivio direttore associazione universale s.antonio

Non stava ancora albeggiando e passi veloci orientavano al mesto luogo della sepoltura. Tra le mani unguenti e lini per onorare quel corpo frettolosamente sepolto per l’imminente festività. Appaiono diafani, nei primi chiarori dell’alba, i volti delle mirofore: Maddalena e le altre donne. L’omaggio rituale di profumi e di balsami per lo sposo loro Signore. Ma al limitare del sepolcro il sapore della morte si tramuta in una aspettativa di vita. Gli oli aromatici sono ora per la festa, per riempire il mondo di lievi fragranze.

È la Pasqua del Signore, è la vittoria del Risorto! Anche noi come mirofore nel tempo presente. In un tempo che odora di morte, col volto triste e rassegnato portiamo nel grembo le memorie degli antichi splendori cristiani. La pietas evangelica ci rende prossimi ai lutti quotidiani, alle bende insanguinate, ai sepolcri che non bastano. È ancora notte sul nostro cammino e solo unguenti funebri abbiamo da offrire a chi non è più. Come mirofore ancor privi di speranza, con il lutto nel cuore, solidali con tante tragedie. Hanno portato via il Signore da questa terra e tutto parla di assenza, oggi come allora?

No! Oggi siamo mirofore di speranza per trasformare mirra e aromi funebri in balsami di vita e letizia. La certezza che il vuoto del sepolcro significa vita e nuovo inizio per il futuro del mondo. Anche se il buio avvolge ancora l’umanità, anche se l’arroganza e la prepotenza si ergono sugli sconfitti, come mirofore anticipiamo il giorno nuovo, preveniamo la luce del dì offrendo cure e premure per coloro che ancora non hanno lasciato le sepolture della rassegnazione: per sanare le ferite dell’animo; per ungere di consolazione i segni della violenza; per fasciare le piaghe dei cuori spezzati; per annunciare la vittoria sul male e sulla morte.

Non più passi mesti e rassegnati, non più volti tristi e delusi. Non è più tempo di cercare tra i morti colui che è vivo! Perché giunge l’aurora di un giorno nuovo, come nuova creazione. Buona Pasqua!